Le Iene, Matteo Viviani e Ludmilla Radchenko divorziano: i motivi

La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno: Matteo Viviani e Ludmilla Radchenko hanno deciso di divorziare.

Lo storico volto inviato delle Iene e la pittrice ed ex showgirl si separano dopo ben 17 anni passati insieme di cui 12 di matrimonio.

L’annuncio è arrivato sui social.

I telespettatori italiani conoscono bene Matteo Viviani: l’inviato delle Iene ha spesso portato alla luce truffe e bufale, soprattutto legate al mondo di Internet.

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Attivo principalmente in temi delicati come disagio giovanile e abuso di sostanze stupefacenti, Viviani spesso è stato al centro delle polemiche proprio per i suoi servizi per il programma di Italia Uno. Anche Ludmilla Radchenko è un volto noto in tv: dopo un passato nella televisione russa approda prima come ballerina a Paperissima e poi diventa una letterina di Passaparola. La sua vita oggi tuttavia è dedicata all’arte, esponendo le sue opere in gallerie internazionali e aprendo un suo studio personale a Milano. Viviani e Radchenko si conoscono nel 2008 e si sposano in seguito nel 2013. Dal loro amore sono venuti al mondo due figli, Eva nata nel 2012 e Nikita nato nel 2017. Ora però la coppia ha deciso di separarsi e di prendere strade diverse.

Matteo Viviani e Ludmilla Radchenko: ”Ci separiamo, stare assieme avrebbe demolito i nostri sentimenti”
Nel reel postato sul suo profilo Instagram, Viviani rivela ai suoi followers che per anni hanno seguito con affetto la sua storia con Ludmilla che la storia è giunta al capolinea. A inizio del 2025 i due hanno iniziato a maturare la decisione di voltare pagina, ma Viviani ci tiene a rassicurare tutti. Tra lui e Ludmilla non ci sono state liti o momenti difficili, questa separazione dice è solo un’evoluzione nel loro rapporto. Tra loro c’è ovviamente ancora un forte sentimento soprattutto di rispetto reciproco, ma come spesso accade in molte coppie, l’amore finisce. La separazione è stata necessaria perché altrimenti, restare insieme avrebbe rovinato il bene che c’era e c’è, questa difficile scelta nasce quindi dal desiderio di mantenere un’armonia soprattutto per i figli.